Analisi di Mercato del 13 Aprile

Questa settimana gli USA e l’Iran sono arrivati al cessate il fuoco. Il mercato ha festeggiato come se la guerra fosse conclusa e tutto fosse tornato alla normalità. Ma è davvero così?

Abbiamo visto in azione la strategia della corrente amministrazione USA. Minaccia, escalation, sell-off, poi pausa, rinvio, compromesso e rimbalzo. Ciò ha generato dei movimenti con lo stesso meccanismo dei dazi globali del 2025. Questo genere di episodi ha fatto si che il presidente Trump prendesse il soprannome di TACO (Trump always chicken out).

Ma se spostiamo il nostro occhio verso i mercati, in particolare petrolio, oro e titoli obbligazionari, la situazione sembra molto più complicata del previsto. 

Il petrolio ha reagito con un sell-off, ma nonostante il cessate il fuoco è rimasto in orbita dei 90 dollari, un prezzo molto più alto rispetto a quello precedente il conflitto.

L’oro non è crollato e la discesa vista nei giorni precedenti assomigliava più a un movimento tecnico che a un vero cambio dei fondamentali.

Nel giorno in cui é stato annunciato il cessate il fuoco, è tornato a salire insieme alle obbligazioni. E questo è un dettaglio che conta parecchio, perché quando beni rifugio e asset di rischio salgono nello stesso momento il messaggio é ben lontano dal tutto risolto.

Se il mercato scontasse una situazione del tutto risolta avremmo dovuto vedere un petrolio più stabilmente in basso, un oro più debole, un dollaro ancora più sotto e dei rendimenti più tranquilli.

Riguardando i dati usciti questa settimana finché il petrolio resta alto,ci accorgiamo che il rischio inflattivo non è più una teoria , ma diventa qualcosa che già si sta avverando. 

A marzo il CPI è salito dello 0,9% su base mensile, registrando il balzo più forte dal 2022, mentre su base annua l’inflazione è salita al 3,3%, il ritmo più sostenuto dal 2024. 

Molto interessante è la parte energetica del CPI, particolarmente rilevante. Questo indicatore riflette l’andamento dei prezzi dell’energia e il loro impatto diretto sull’inflazione e sulla spesa dei consumatori.

Un grafico davvero interessante è il seguente

Mostra tutti i “settori” che compongono il report CPI. è evidente che lo shock energetico è il protagonista del report di marzo. 

Caricando anche i dati di gennaio e febbraio ci accorgiamo ancora di più dell’impatto dell’energia, sarà importante monitorare nei prossimi mesi la trasmissione dello shock energetico agli altri settori del CPI.

Implicazioni sul Mercato e aspettative basi

(le seguenti affermazioni non rappresentano consigli di investimento e non sono da considerare come tali)

TASSI DI INTERESSE USA

Il mercato è tornato a vedere uno scenario di tagli entro fine 2026. Al momento non si sta più scontando uno scenario di una FED aggressiva per tutto il 2026. La probabilità più alta però rimane quella dei tassi invariati. Ma per ora il mercato dimostra di non avere paura di nuovi rialzi con la speranza di riaprire verso il rischio. 

DXY

Il dollaro è in uno scenario di tensione e le possibilità di ulteriori rialzi della moneta sono possibili da vedere. 

Nella situazione attuale se il petrolio continua a salire, USA resta supportato, se il blocco navale riapre uno spiraglio negoziale, il dollaro potrebbe ricominciare a scendere. 

A livello tecnico momentaneamente i livelli di riferimento sono quelli intorno alla zona del 98,00 dove potremmo vedere dei rialzi in caso dello scenario di un petrolio ancora forte e tensione geopolitica. In caso di uno scenario in cui i negoziati continuano a portare notizie positive e una situazione geopolitica più calma, potremo vedere l’indice del dollaro scendere verso i 97,00.

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